«Sale degli stranieri ai Nuovi Uffizi? Sconcertante il ritardo di un anno»

Categoria: Nuovi Uffizi

Lo definisce «sconcertante» il ritardo che sta caratterizzando la consegna delle otto sale che saranno dedicate ai pittori stranieri, nell’ambito dei lavori per la realizzazione dei Nuovi Uffizi. A Giorgio Pappagallo, «storico» direttore del cantiere fino al 2 febbraio 2010 (poi reintegrato tra il 16 marzo e il 20 aprile dello stesso anno), abbiamo chiesto di commentare alcune situazioni poco chiare che si stanno rivelando agli Uffizi. Cominciamo dalla mancata consegna delle otto sale che, al piano nobile dell’edificio vasariano, saranno dedicate agli stranieri. «Quando lasciai l’incarico di direttore dei lavori – ha detto l’architetto – era il 20 aprile. Allora quegli spazi erano praticamente ultimati. Appare quindi incomprensibile che, a 15 mesi di distanza, ancora non siano state consegnate». Il dato è confermato da alcune notizie riportate sul sito web www.nuoviuffizi.it, dove si legge che nella primavera del 2010 le sale degli stranieri sarebbero state finite e consegnate al Polo Museale. Ma questo non accaduto. Effettivamente, lo scorso 4 maggio 2011, l’attuale direttrice dei lavori, architetto Laura Baldini Giusti, ci disse: «Stiamo aspettando la fornitura di alcune apparecchiature specifiche che, una volta a posto, ci permetteranno di montare i controsoffitti. Entro la fine del primo semestre di quest’anno le sale saranno consegnate al Polo». Com’è evidente, quell’ennesima promessa è stata disattesa e a tal proposito Pappagallo ha commentato: «Se è accaduto qualcosa che ha impedito di rispettare i tempi, sarebbe bene che lo si comunicasse, perché per quanto mi ricordo, né a livello tecnico né a livello burocratico mancavano adempimenti tali da giustificare un simile ritardo. Sempre ieri, contattata nuovamente l’attuale direttrice del cantiere, ci ha detto: «Noi lavoriamo per consegnare le sale alla fine di questo mese di luglio – ha detto l’architetto Baldini – ma se poi manca qualcosa negli impianti, saremo costretti ad andare avanti». Insomma, ancora una volta si ha l’impressione che si navighi a vista, e che il cantiere dei Nuovi Uffizi stia sempre più diventando la «Salerno-Reggio Calabria dei beni culturali», in attesa, come promesso, che il ministro Galan venga a rendersi conto di persona di come (lentamente) vanno le cose e di quanto preoccupati siano i responsabili della Galleria – il direttore Natali in testa – che ormai è rassegnato. E non solo per questo. La chiusura – pare per lungo tempo – della Sala della Niobe, in Galleria, è un altro problema ormai non più di competenza della direzione degli Uffizi, bensì di quella del cantiere dei Nuovi Uffizi. Anche per questo Pappagallo ci aiuta a capire meglio: «Perché di quella sala se ne stiamo occupando i tecnici del cantiere dei Nuovi Uffizi è poco comprensibile. La sala 42 della Galleria non è compresa tra gli interventi, quindi non è area di cantiere, quindi l’intervento dell’architetto Baldini non è regolare. Se poi per opportunità è stato deciso altrimenti, dovrà avere una precisa motivazione». L’ex-soprintendente, Antonio Paolucci, soleva dire che «a pensar male difficilmente si sbaglia», quindi verrebbe da pensare che, per risolvere i problemi degli avvallamenti al pavimento e per completare l’indagine delle «voltine» sottostanti, è stato preferito l’intervento dei tecnici dei Nuovi Uffizi invece che di altre ditte. Ma perché? Per evitare di far vedere altre magagne? Il direttore della Galleria, Natali, avrebbe preferito riaprire subito la sala ed evitare le lungaggini dell’indagine, ma se davvero i problemi degli avvallamenti del pavimento della Sala della Niobe (che deve sostenere ben 12 statue che, complessivamente, pesano oltre una dozzina di tonnellate) sono le «voltine», come si fa a ovviare? «La volta – spiega Pappagallo – è la forma più sicura perché scarica tutto il peso sui muri perimetrali. Ma se uno di questi, proprio per il peso, si inclina leggermente, mette in crisi tutta la struttura». E a questo punto la domanda sorge spontanea: siamo sicuri che questi problemi alla Niobe, invece che alla bomba del 1993, non siano dovuti proprio ai lavori dei Nuovi Uffizi? «Alla bomba lo posso escludere – ha concluso Pappagallo – mentre per quanto riguarda i lavori nel cantiere bisognerebbe controllare attentamente».


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