La razza dei tedeschi e quella dei politici

Categoria: Storia

Sono quasi mai d’accordo con le idee di Alessandro Sallusti, direttore de il Giornale. Però stavolta è un po’ diverso. Stamani ha scritto:
Una nota di protesta del nostro ambasciatore a Berlino e nulla di più. Così sta passando di fatto sotto silenzio l’aggressione all’Italia messa in atto da Der Spiegel, il più importante settimanale tedesco: copertina sul caso Concordia e un titolo che non lascia spazio a equivoci: «Italiani mordi e fuggi» letteralmente, ma traducibile come «italiani codardi». Secondo Der Spiegel siamo un popolo di Schettino e non c’è da meravigliarsi di ciò che è successo al largo del Giglio. Di più: siamo tutte persone da evitare, un peso per l’Europa, un ostacolo allo sviluppo della moneta unica. Loro, i tedeschi, sì che sono bravi, «con noi certe cose non accadono perché a differenza degli italiani siamo una razza». Che i tedeschi siano una razza superiore lo abbiamo già letto nei discorsi di Hitler. Ricordarlo proprio oggi, giorno della memoria dell’Olocausto, quantomeno è di cattivo gusto.
Siamo alle prese con la più terribile crisi economica (e quindi sociale) degli ultimi 95 anni (e questo accade non perché abbiamo alle spalle una guerra mondiale finita appena 10 anni prima, ma per altri motivi) ma in Germania pensano ancora alle razze. Facciamoci aiutare dai numeri: Secondo i dati Istat più recenti, relativi al 1º gennaio 2011, sono presenti in Italia 4.570.317 stranieri, pari al 7,5% della popolazione totale, con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 7,9% (335 000 persone), in frenata rispetto all’aumento registrato nel corso del 2009 (+343.000) ed in generale il più basso dal 2006.
Tanto per fare un paragone, nel 2010 in Germania risiedevano 7,1 milioni di stranieri e circa il 20% della popolazione era di discendenza straniera. come dire che l’idea di razza tedesca è probabilmente un po’ in crisi e quindi inneggiare ad essa è un tantino fuori luogo. Anzi, per l’Italia, e non solo, la coesistenza di più etnie sta diventando sempre più una ricchezza.
Piuttosto veniamo alle azioni umane. Gli Schettino di turno penso si trovino in Italia così come in Germania. La differenza, la sublimazione allo stato di vergogna nazionale, è avvenuta a mezzo stampa, anzi “a mezzo media”. Il comandante della Costa Concordia che scende a terra e assiste alla tragedia da lui provocata è il simbolo di un’Italia che non funziona, così come quella dei furbetti che ridono a poche ore dal terremoto dell’Aquila, di coloro che timbrano il badge e poi vanno a fare la spesa, di tanti pagati per far rispettare leggi che poi rimangono disattese. Questa Italia però fa notizia e diventa vergogna che poi altri, anche all’estero, sfruttano per denigrare l’Italia.
Ma il nostro paese è anche altro. Un’Italia che funziona – e che pazienta da una vita – esiste, lavora, tira la cinghia, non fa la furba, paga le tasse, inventa, produce, educa i cittadini di domani, vive in maniera parsimoniosa e se non può permettersi una pizza fuori casa se la fa tra le mura domestiche. C’è l’italia che s’ingegna, che inventa, che studia, ricerca ed è costretta a emigrare perché qui da noi, di soldi per lo studio e la ricerca sono sempre meno. Perché? Perché la classe politica che ci governa da decenni non ha mai permesso che la normalità, la correttezza, l’ottimismo, la solidarietà, la civiltà diventassero notizia, a tal punto di essere educati con questi elementi: chi conduce una vita rispettosa delle regole, sembra più un fesso che una persona civile. E i primi a dare il pessimo esempio sono proprio coloro che ci amministrano, contrari – per esempio – a ogni forma di riduzione sostanziale delle spese per la politica in questo momento davvero difficile. Sono loro i veri Schettino, capaci di “occupare” gli scogli di Montecitorio e di Palazzo Madama (ma anche dei Consigli Regionali e dei tanti enti inutili e costosi di cui l’Italia pullula) e di guardare l’Italia che s’inclina (non che s’inchina).
Anche per questo il nostro Paese – che ha dato e sta dando natali a degli autentici geni del bene (che non faranno mai notizia) – può oggi essere attaccato dal settimanale di un paese che ha nel proprio passato macchie di ben altre colpe. Al loro confronto il “nostro” Schettino è un piccolo neo.



2 Risposte

  1. Marypoppins scrive:

    Nominare Hitler quando qui abbiamo avuto Mussolini, anche questo è di cattivo, anzi pessimo gusto.

    • anonimo scrive:

      e quando il sallusti che scrive oltre a essere fascista, ha avuto anche nonno gerarca fascista…inoltre ricordiamo che la germania ha risolto il problema del nazismo con una legge ferrea negli anni a venire dove anche la parola “panzer” era di fatto vietata…noi li abbiamo messi al governo e gli si apre le case pound…insomma via