Il tumore si cura (se si vuole)

Categoria: Idee in rete

A tutti gli orchestrali, cantanti, coristi etc.. che hanno commentato il mio articolo – dove i numeri rendono bene l’idea della gravità della situazione – replico con un brevissimo filmato.
http://www.youtube.com/watch?v=S8JdwcDkwlI

P.s. All’articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana si legge: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura…”, non “della lirica” e basta. :)



15 Risposte

  1. aldo orsolini scrive:

    Qui si confonde Cultura con Spettacolo . La Cultura deve avere un fondo specifico.

  2. aldo orsolini scrive:

    Basterebbe guardare fuori dall’Italia ed imparare!

  3. Suka scrive:

    La lirica e la musica colta sono PATRIMONIO IMMATERIALE CULTURALE ITALIANO essendo infatti l’Opera nata in Italia nel 500 e la musica scritta sul pentagramma idem. Le nostre opere liriche sono pertanto annoverate tra le massime espressioni culturali per cui il nostro paese è famoso nel mondo allo stesso livello del Colosseo o della Torre di Pisa. Si informi o vada a studiare la storia dell’arte prima di scrivere sproloqui sulla costituzione.
    Grazie

  4. Franco scrive:

    Si può dire lo stesso di te! La differenza è che i professori che hai citato lavorano sul serio e non scrivono baggianate!

  5. giulia scrive:

    E’ molto triste leggere il suo articolo http://www.marcoferri.info/2012/02/02/la-lirica-e-un-tumore-ecco-perche/ e sà perchè?
    perchè lei è un giornalista e dovrebbe promuovere la cultura, non distruggerla
    perchè dà del “tumore” a un’espressione artistica che è patrimonio dell’Italia (di cui lei, purtroppo, ne fa parte)
    perchè sono una musicista e mi sento profondamente offesa, dato che la lirica è la mia principale fonte di sostentamento, e guadagno come qualsiasi impiegato, per parlare in termini monetari
    perchè si permette di comparare una cosa bella a una malattia
    perchè a quanto pare non prova sentimenti ed emozioni, perchè se li provasse e fosse andato a vedere un’opera non si sarebbe mai permesso di scrivere quell’articolo…
    si sarebbe divertito con “Le nozze di Figaro” di Mozart, si sarebbe messo a piangere davanti alla morte di Violetta nella “Traviata” o di Tosca nelle medesima opera, avrebbe riso nuovamente con Figaro nel “Barbiere di Siviglia” o ascoltato con reverenza le gesta di Nabucco nell’omonima opera, cantando magari tra sè e sè la meravigliosa aria del Va pensiero, quell’aria che anche un bambino di 3 anni conosce….spero che si faccia un esame di coscienza e vada a vedersi qualche opera prima di prendere in mano una penna e scrivere cazzate!

  6. Suka scrive:

    …”Lei è un cretino,si informi”…

    (Antonio De Curtis, in arte Totò)

  7. Franco scrive:

    Forse il tumore si può curare se voi “giornalisti” invece di fare facile populismo e spalare letame sulle masse dei lavoratori (brunetta docet) solo per far bella figura col padrone e con la parte ignorante del popolo faceste delle serie inchieste su come vengono sprecati i soldi, facendo nomi e cognomi di persone che in base alla gradezza delle loro cazzate vengono promossi invece che sbattuti in galera! Ma voi “giornalisti” non ci pensate nemmeno, paura di perdere la sedia sotto al sedere?

  8. etc. scrive:

    Caro Marcoferri, Lei mi sta anche simpatico. Diciamocelo chiaramente, avere la faccia di pubblicare un siffatto assolo di scemenze ha del geniale. Prendere le sacrosante badilate in faccia anche. Del resto, è nostro diritto di lettori poter contestare, soprattutto nella “cultura” del Due Punto Zero. Non paga soltanto Lei, ma dia un’occhiata qui:
    http://www.linkiesta.it/contributi-diretti-editoria
    Siccome con la situazione economica italiana tanti lavoratori onesti e meno tecnologici di Lei che si può permettere di scrivere compilation di boiate come questa e quella precedente ancora sono in giro (e noi allocchi tributiamo a Lei 5 minuti del nostro tempo e un click per le Sue future sponsorizzazioni), quasi quasi viene da augurarsi che Lei non risenta delle nuove scuri governative.
    Se non altro perchè di ciarlatani che ci facciano sorridere continuiamo incessantemente a sentirne il bisogno.
    Sono certo, anzi, certissimo, che quei pochi onesti giornalisti (quelli che consultano le fonti, quelli che scrivono perchè hanno da dire e non per fare i novelladuemillari del web come Lei – dice molto, a questo proposito, la parentesi che Lei riserva a un evento culturale come il concerto di Madonna) Le saranno grati solo quando appenderà la tastiera al chiodo.
    Ora, da bravo, faccia davvero il Suo mestiere e conduca un’inchiesta su questo “cancro”. Forse qualche cellula impazzita potrà insegnarle cose illuminanti anche sulla Sua “professione” come ad esempio che le boutade arrivano dopo una disanima di dati e fatti e non per mero punto di vista che – sappiamo ben tutti – le opinioni son come le palle.
    Giusto per dirla tutta, non sono orchestrale, non sono cantante, non sono corista (che ha di differente il corista dal cantante? Il corista che fa, coreggia?). Sono un “etc”. Da cui il nickname con cui si apre questo mio intervento.
    Diceva mio nonno che ascoltare troppo Ornette Coleman fa diventare matti. Giusto per uscire dal tema lirico ed entrare un po’ a gamba tesa in quello del jazz.

    • admin scrive:

      Caro Commentatore – che non ha neanche il coraggio (?) di firmarsi, ma anche questo è un effetto collaterale della malattia oggetto del mio intervento – non dubiti, non smetterò di denunciare una situazione che a parer mio è insostenibile. Se la sua superficialità non l’avesse resa intellettualmente miope, oltre ad accorgersi che ho annunciato il prossimo concerto di Madonna a Firenze, avrebbe notato la vastità di articoli scritti di mio pugno per denunciare la catastrofica situazione del Maggio Musicale fiorentino, una realtà che conosco molto bene e che da 13 anni – periodo nel quale ha conquistato il poco invidiabile record di 12 bilanci d’esercizio in deficit – assorbe cifre monumentali (sia di origine pubblica, sia privata) togliendole ad altre istituzioni. Questo è il senso del tumore che manda in metastasi il resto del sistema.
      Non riassumerò ciò che ho scritto, ma se ha voglia, pazienza e la sua arroganza scende sotto il livello di guardia, di pagine da leggere ne troverà tantissime e capirà che da anni sto conducendo un’inchiesta sugli sprechi nella cultura fiorentina, che hanno rispondenze ben più problematiche a livello nazionale. E mi creda, è indifendibile chi ottiene il 60% delle risorse statali ma rappresenta solo il 6% dei biglietti staccati e l’1,73% degli incassi.
      I N D I F E N D I B I L E.
      E la storia del melodramma non c’entra. Perché allora non si destinano le stesse risorse della lirica agli scavi di Pompei che cadono a pezzi? D’altro canto, per quale ragione gli altri generi di spettacoli dal vivo – che rappresentano il 94% dei biglietti staccati (quindi delle preferenze del pubblico) e incassano quasi il 98% del totale, devono ricevere aiuti statali solo per il 40%?
      Io non critico i gusti del pubblico – che è sovrano, comunque – e neanche chi sceglie di dedicare la propria vita a questa forma d’arte. D’altronde non uno di coloro che mi ha criticato – talvolta anche pesantemente, ma ho le spalle grosse e i numeri sono dalla mia parte – è stato da me cassato, ma sempre “approvato” e di conseguenza pubblicato. La mia non è, quindi, una resa incondizionata, bensì la dimostrazione di quanta arroganza e presunzione pervade taluni ambienti che appartengono al mondo della lirica, che a tutt’oggi ottiene risorse iperboliche dallo Stato ma non funziona: più della metà dei 14 enti lirici italiani ha una situazione economica, finanziaria e patrimoniale negativa. E se tra un paio di anni lo Stato cesserà di concedere finanziamenti all’editoria, vuol dire che anche voi avrete meno spazio per i vostri commenti. Già vi ascoltano in pochi, dopo vi si leggerà ancor meno.

      Marco Ferri

      • etc. scrive:

        Marco, ho molto apprezzato la risposta. Ora non ho molto tempo da dedicare all’intervento sul blog quindi mi armo di sintesi estrema. Solo tre cose.
        1. All’indirizzo mail che è obbligatorio per poter postare qui un commento risponde una persona, nella fattispecie io.
        2. La miopia riguarda entrambi: esca da Firenze, la lirica non è solo il Maggio Fiorentino. La invito cordialmente a condurre un’inchiesta di livello nazionale così forse potremmo tutti quanti avere le armi per poter far capire che per risanare un sistema malaticcio forse bisognerebbe ripartire dai conservatori. E questa ripartenza è deliziosamente culturale.
        3. Come viene regolato il sostentamento statale alla cultura in Italia è vergognoso. Ma non ritengo sia colpa del teatro lirico quanto di una mala gestione totale e di una involuzione culturale di coloro che fanno della cultura temi da management. Vorrei anche capire per quale motivo ovunque i giovani vengono accompagnati all’utilizzo di uno strumento musicale con aiuti che in Italia sono inesistenti (giusto per far capire l’indirizzo del mio pensiero).
        Ha ragione, se facciamo un discorso di profittabilità quel che i dati raccontano è indifendibile, ma a questo punto varrebbe la pena dare ragione a chi preferisce investire soldi in un reality show piuttosto che in una serie di documentari sull’arte o sulla storia. Triste segno dei tempi? Mi auguro di no.
        Sia ben chiaro, non contesto di fatto i concetti che Lei espone, ma il modo assolutamente becero che ha adottato ed al cui tono mi adeguo volentieri se non altro perchè quando l’interlocutore è indubbiamente dotato di intelligenza diventa anche divertente.
        Lieto e curioso di sviluppare una discussione costruttiva Le auguro la buona giornata.

      • Vale scrive:

        Ma che metodo di valutazione e’ la quantità di biglietti staccati? Questa e’ la logica del guadagno, della fabbrica. Sprechi il fiato a predicare una migliore valorizzazione del nostro patrimonio culturale e si rassegni al fatto che la lirica ci caratterizza nel mondo più di ogni altra cosa. Guardi gli altri esempi europei!

  9. G. scrive:

    Più volte ho auspicato un’intervento della guardia di finanza in teatro o un’inchiesta da parte di giornalisti coraggiosi che audacemente vengano a raccogliere le notizie sul fronte e altrettanto audacemente le pubblichino. Poi mi chiedo: che forza possono avere le denunce di un giornalista che si perdono nel mare delle menzogne e dati falsati presenti in giro e che non mancano di aggiornamenti quotidiani?
    Lei dice i dati sono questi e sono inaccettabili, certo sono daccordo con lei. Ma se i dati non fossero quelli? Se fossero falsati? Lei sarebbe disposto a mangiarsi il cappello come Rockerduck? Sarebbe disposto a fare una seria inchiesta?

    Prendiamo per esempio il famigerato e faraonico stipendio dei dipendenti, dati ANFOLS dichiarano costi medi (media nazionale) per dipendente intorno a 60 mila euro. La media è calcolata dividendo per numero di dipendenti i costi relativi ma cosa è realmente caricato nella voce dipendenti? Se per caso venissero inseriti dei costi relativi per esempio a registi o scenografi o altro si sposterebbe di fatto una parte dei costi di produzione sul costo del personale con un duplice effetto, da una parte si è dimostrato che si è in grado di allestire una stagione con poche risorse e dall’altro si dimostra che il costo del personale è insostenibile.
    Chi le scrive è dipendente con contratto indeterminato come artista del coro con 14 anni di servizio e 5 anzianità (dal 2006 gli scatti sono stati ridotti a 5)diciamo che all’interno della fondazione la mia retribuzione può essere considerata una media tra quella dei professori d’orchestra che guadagnano un pò di più e quella dei tecnici che guadagnano un pò di meno ebbene io ho un lordo in cud di 31.000 euro. Certo si può dire che noi dipendenti delle fondazioni abbiamo tanti privilegi inaccettabili mille cavilli ciuccia-risorse 16 mensilità indennità di tutti i tipi ma il lordo rimane sempre quello!
    Siccome ho l’abitudine di percepire la retribuzione al netto “porto a casa circa 20.000 euro. Non sto qui a spiegarle, lo sa già, cosa significhi vincere un concorso e che tipo di preparazione è richiesta e che sacrifici bisogna affrontare nella fase formativa.
    Quindi nella mia realtà la media fornita dall’ANFOLS non quadra…

    Come è possibile che a fronte di un calo in termini numerici e di retribuzione (gli assunti dopo il 2006 gudagnano di meno) e a parità di finanziamento i costi per il personale siano aumentati???

    Sarebbe bello che qualche giornalista facesse luce su questo!

    Lei dice “la lirica “succhia” risorse oltre ogni limite (dettato dal buonsenso), ma restituisce poco o niente” mi scusi ma è ampiamente dimostrato che ciò che è investito produce ricchezza anche in termini tangibili nell’ordine di 1 a 4.
    Anche qui, sarebbe bello che qualche giornalista facesse luce su questo!

    Parliamo adesso delle gestioni dei teatri, (in questo caso l’indagine sarebbe meglio la facesse la magistratura con la polizia e i carabinieri) la TOTALITA’ dei sovrintendenti, dei Direttori Artistici e dei quadri sono di nomina politica. La politica, destra, centro e sinistra, impone le proprie pedine incuranti delle reali competenze sempre pronta a fare quadrato in caso di proteste e dimenticandosi di controllarne l’operato.
    Qualcuno si è dimostrato capace e a loro va il mio apprezzamento, il resto ha ampiamente dimostrato la propria inettitudine, incapacità e malafede e in taluni casi l’interesse personale ha viziato e condizionato l’intero esercizio della gestione. E a fine mandato, al di là dei risultati e delle voragini lasciate il premio è assicurato.
    Ancora a chiedere che qualche giornalista coraggioso facesse luce su questo!

  10. Enrico Marchi scrive:

    Colendissimo Sig. Ferri, ma è a conoscenza del fatto che in alcune città italiane (tipo la mia, Verona) la lirica è uno dei motori principali dell’economia territoriale? Grazie al Festival della Lirica, lavorano alberghi, gelaterie, ristoranti, lavanderie, servizi di trasporto privati, agenzie di viaggi ecc…
    Se la lirica fa “perdere” soldi allo stato da una parte a causa delle sovvenzioni al FUS, ne fa guadagnare il il triplo o il quadruplo dall’altra (a patto che chi ci guadagna paghi le tasse). E comunque, se la “lirica” non funziona bene, non è colpa di chi la fa e dei suoi utenti, (che restano ancora moltissimi) ma, semmai, della gestione finanziaria di amministratori incapaci e degli sprechi perpetrati in questi ultimi 30 anni (cosa che purtroppo, è successa in quasi tutti i campi in Italia). Poi, scusi, potrebbe spiegare meglio che cosa sarebbe il resto dello spettacolo italiano? Forse, le fiction di Raiuno? Forse, il “Cinepattone”? Quello sì che fa guadagnare lo Stato… ma mi faccia il piacere, come direbbe Totò! Cordialmente, Enrico Marchi – VR

    • admin scrive:

      Verona è un esempio virtuoso. Il Maggio di Firenze l’esatto contrario. La lirica, come forma di spettacolo, può anche vivere, a patto con venga più “assistita” dallo Stato. Ha presente le privatizzazioni di Rai, Autostrade, RFI etc… Bene, lo stesso deve accadere anche per la lirica. Che magari a Verona “tira”, mentre qui è solo fonte di debiti. E le cifre (perché poi alla fine contano solo quelle, il resto è aria fritta) sono sotto gli occhi di tutti. Ciò che intendo per “il resto dello spettacolo” è facile intuirlo. Se non lo capisce da solo me delude. Cordialmente.

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