Maggio: sprechi senza fine

Categoria: Maggio Musicale Fiorentino

Sul sito web www.quotidianoarte.it Maria Teresa Acquaviva ha scritto un interessante articolo che riassume il senso dell’intervista del il commissario straordinario del Teatro Petruzzelli di Bari, professor Fuortes, impegnato nel risanamento dell’ente lirico pugliese. Questo il testo:
In un’intervista rilasciata all’Adnkronos, il prof. Fuortes ha fornito più dettagli sul futuro dei lavoratori del Petruzzelli. 
Il neo commissario ha dichiarato che la pianta organica sarà composta da 171 dipendenti tra amministrativi, tecnici, coro e orchestra; un numero decisamente inferiore alle piante organiche di altri teatri lirici italiani. Ma Fuortes in questo intravede, d’accordo con il ministroOrnaghi, un punto di forza e illustra il perché. Importante sarà, spiega,bandire al più presto concorsi pubblici per l’orchestra e il coro, aperti a musicisti italiani ed europei. Un’ opportunità di lavoro stabile, dunque, per artisti italiani che spesso emigrano, specialmente quelli del Mezzogiorno italiano. Ma il vero cambiamento consisterà nella formazione di un’orchestra e di un coro stabili per la Fondazione Petruzzelli, che fino ad ora ha utilizzato personale a chiamata. Un numero di circa 65 elementi in grado di affrontare la maggior parte del repertorio, mentre per le opere, che richiedono personale più ampio, si ricorrerà a contratti a termine. Come nel caso del “Barbiere di Siviglia” , in programma il prossimo 17 aprile, per cui dal 1° aprile partiranno, per l’appunto, le selezioni per i contratti temporanei.  Tutto ciò s’inserisce nel programma di risanamento della Fondazione, che ha una situazione finanziaria “compromessa e difficile”, per usare le parole di Fuortes, tentando di ottimizzare la gestione, riducendo i costi o razionalizzandoli.

Non è molto, ma almeno è segnale. Per chi segue le vicende dell’allocazione delle risorse in ambito culturale, l’articolo è un ottimo termine di raffronto per situazioni simili se non peggiori, come quella del Maggio Musicale Fiorentino. In via Solferino, invece di adottare soluzioni drastiche, dettate dal buonsenso oltre dall’assoluta necessità, si preferisce continuare a sprecare. E non c’è bisogno di essere degli Sherlock Holmes per capirlo. Ecco alcuni esempi:
1 - basta attendere il tramonto e il nuovo teatro, immerso nel verde ai margini del Parco delle Cascine, è ben visibile perché illuminato da centinaia (migliaia?) di punti luce. Ma come? Il teatro è chiuso dal giorno di Capodanno, non si sa quando potrà riaprire (perché mancano 100 milioni di euro per completare il secondo lotto e renderlo completamente funzionante) e la presidenza della Fondazione (Renzi) e la sovrintendente (Colombo) lo tengono illuminato? Ma chi paga? Questi sono solo costi…
2 - Al suo interno funzionano 21 ascensori (forse neanche un grattacielo di Manhattan ne ha così tanti). Per farli funzionare ocorre un impegno minimo di 10 kilowatt di energia elettrica. E questo impegno si paga. Già, ma chi paga? Questi sono solo costi…
3 - Nonostante non funzioni dal giorno di Capodanno, il nuovo teatro è riscaldato. A chi chiede informazioni sul perché di una simile decisione dagli architetti del comune di Firenze viene risposto che è a causa delle parti in legno che si deve mantenere una temperatura costante. E questo impegno si paga. Ma chi paga? Questi sono solo costi.
Viene da chiedersi, quanto ancora dovremo aspettare prima che il buonsenso torni a guidare le menti dei responsabili della fondazione lirica fiorentina, capaci solo di commettere un errore dietro l’altro e sotto gli occhi di tutti. Mentre le varie opposizioni, nei consessi politici cittadini, dimostrano un immobilismo degno della sfinge egizia. Dov’è la trasparenza? Dov’è il dibattito? Perché la cittadinanza non viene mesa al corrente di tutto ciò? Tanto c’è chi paga. Ma Pantalone prima o poi si stuferà.



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