Buongiorno Firenze! – Un incrociatore davanti alle Giubbe Rosse

Categoria: Buongiorno Firenze

Provate a camminare sul marciapiede davanti allo storico ritrovo delle Giubbe Rosse, in piazza della Repubblica. Se volgete lo sguardo verso il centro della piazza – ed è impossibile non farlo – vi accorgerete che la piazza non si vede più perché irrimediabilmente coperta, oscurata dai mostruosi dehors nati come appendici esterni dei locali che si affacciano sulla storica piazza. Li definisco “mostruosi” perché hanno dimensioni improponibili, sono invasivi, non in armonia con la piazza e, nonostante siano stati autorizzati dalla Soprintendenza ai beni architettonici (incapace ormai di tutelare i beni più preziosi), paiono non in perfetta sintonia con i dettami del Codice dei beni culturali e paesaggistici. In una parola, sono orrendi. Se col nero fontanello collocato il 30 giugno 2011 a pochi metri dalle spalle del Biancone, alla fine si è posto rimedio spostandolo e collocando due cannelle sul fianco nord di Palazzo Vecchio, con i costosissimi dehors (si parla di cifre anche intorno ai 200mila euro per la loro realizzazione) la situazione sembra assai più difficile. Le Giubbe Rosse e gli altri locali di piazza della Repubblica pare che si debbano “specchiare” sul retro di enormi incrociatori ormeggiati di fronte, in una situazione irreale: i pavimenti arrivano a superare anche i 50 centimetri rispetto al piano di calpestio del marciapiede (creando, al di sotto, un ambiente invitante per ogni specie di roditore), enormi coperture e pareti trasparenti, dove gli astanti sembrano come in vetrina per i passanti. Insomma, addio buongusto. E’ mai possibile che a Firenze, città del bello, l’unico a fare il bello (e soprattutto il cattivo) tempo sia il sindaco “Granduca” Matteo Renzi, che impone la realizzazione di simili mostruosità? Chi può fermarlo? Chi può far rispettare le chiare leggi esistenti? I cittadini si sentono indifesi di fronte a tanto scempio. E il buonsenso pure.



1 Risposta

  1. G.Giuseppe scrive:

    Come mobilitarsi?