430 anni fa la morte di Francesco de’ Medici e Bianca Cappello

Categoria: Idee in rete Medici Storia

Francesco e Bianca o… dei misteri. Esattamente 430 anni fa, il 19 e il 20 ottobre 1587, il Granduca Francesco I de’ Medici e la sua seconda moglie, Bianca Cappello lasciavano la vita terrena. È un anniversario tra i più intriganti nella storia medicea perché connesso a una serie di misteri che per secoli ha appassionato diaristi, storici, studiosi, scienziati, archivisti e perfino giornalisti.
La coppia si era sposata nel 1578 dopo che entrambi erano rimasti vedovi: Bianca infatti nel 1564 aveva sposato Pietro Bonaventuri, il quale fu trovato morto per strada, nel 1572, forse per mano di sicari di un non ben identificato mandante. Francesco invece aveva perduto sua moglie Giovanna d’Austria appena due mesi prima delle nuova nozze: ufficialmente per colpa di un parto complicato dalla rottura dell’utero.
Nonostante fossero amanti da almeno una dozzina di anni a tal punto da mettere al mondo un figlio nel 1576, don Antonio, una volta liberatisi dai propri impegni nuziali, nel 1578 Francesco e Bianca si sposarono e per nove anni la loro unione procedette alla luce del sole, anche se lei, in particolare, non riuscì ma a farsi amare dai fiorentini. Primo tra tutti il cardinale Ferdinando de’ Medici, fratello minore di Francesco.
Secondo quanto rilevato agli inizi del Novecento da Gaetano Pieraccini al termine di un lungo minuzioso esame dei documenti presenti nell’Archivio di Stato di Firenze, il granduca Francesco I de’ Medici si ammalò l’8 ottobre dopo alcune battute di caccia intorno alla Villa medicea di Poggio a Caiano, il 10 comparve la febbre e il 19 morì; negli stessi giorni Bianca Cappello fu colpita da un simile attacco febbrile fino al 20 ottobre quando, 11 ore dopo il marito, perì anch’essa. Si trattò di morte per malaria, fu scritto.
Di certo, prese il via damnatio memoriae della Granduchessa, destinata a giungere sino ai giorni nostri.
Dopo una sorta di “plateale” autopsia per fugare ogni dubbio di avvelenamento – ordinata dal nuovo granduca Ferdinando, fratello di Francesco- i corpi della coppia granducale furono eviscerati per l’imbalsamazione e le loro parti molli seppellite in alcuni piccoli orci sotto al pavimento della chiesetta di Santa Maria a Bonistallo, dirimpettaia alla Villa del Poggio.
A margine del “Progetto Medici”, la più ambiziosa operazione di riesumazione di una dinastia con obiettivi di natura paleopatologica, tra il 2004 e il 2007 la faccenda tornò agli onori delle cronache, sia per il clamore destato dalla ricerca, sia per il rinvenimento di certi reperti ritenuti frammenti (ormai pietrificati) dei visceri sepolti a Santa Maria a Bonistallo, e le cui analisi avevano confermato la presenza di arsenico in quei tessuti umani di dubbia provenienza.
Fu un momento di grande fervore mediceo che diede luogo a articoli, saggi scientifici, libri, riviste scientifiche, conferenze e naturalmente a un diluvio di polemiche.
A parte il fatto che, una volta estratti dai corpi e inseriti negli orci, i visceri venivano coperti proprio con l’arsenico per rallentarne la decomposizione, la polemica finì col mettere l’un contro l’altro armati due atenei – il fiorentino e il pisano – che erano stati “alleati” proprio nel “Progetto Medici”. Non a caso, infatti, il professor Fornaciari dell’Università di Pisa, qualche tempo dopo dimostrò la presenza del dna del Palsmodium falciparum (il parassita responsabile della trasmissione della malaria) in alcuni tessuti prelevati ai resti scheletrici di Francesco I, riesumati nel 2004.
In pratica dimostrò che l’arsenico non c’entrava con la morte del Granduca così come aveva sofferto di malaria. Ma da qui a dimostrare che quella malattia fosse la causa di morte ce ne corre.
Finita l’autopsia (le cui relazioni furono datate 28 ottobre), i defunti vennero separatamente condotti a Firenze. Il cadavere di Bianca fu esposto per poche ore in San Lorenzo, poi sparì, ed è tuttora ignoto il luogo della sua sepoltura.
Infatti una volta mostrato pubblicamente il corpo della Granduchessa, fu Bernardo Buontalenti a doversi occupare della sua inumazione: chiese a Ferdinando dove lo dovesse deporre, e questi gli rispose di seppellirlo dove voleva, ma non con gli altri morti di casa Medici. In pratica gli impedì di deporlo in una delle due sagrestie di San Lorenzo, dove in quel momento si trovavano i depositi funebri della dinastia.
Così Buontalenti decise di trovare una sistemazione “separata” per Bianca Cappello, ma non certo di gettarla nel carnaio, come certi scritti ottocenteschi hanno tentato di affermare. E infatti viene da chiedersi perché prendersi la briga di eviscerare e imbalsamare il corpo della Granduchessa se questo era davvero destinato al carnaio? Al contrario: la decisione di sottoporlo al trattamento per impedirne la decomposizione non poteva che essere legata a una precisa volontà, cioè quella di avere per Bianca Cappello le stesse attenzioni previste per Francesco I de’ Medici.
Tuttavia, nonostante da circa 260 anni si stia cercando, il luogo di sepoltura della Granduchessa resta tuttora un mistero e chi scrive recentemente ha rimesso in fila tutte le tracce e gli indizi emersi fino a ora, formulando l’ipotesi di un preciso luogo di sepoltura: come dire, adesso non rimane che scavare.
I resti del granduca Francesco I dal marzo 1858 giacciono invece nella cripta delle Cappelle Medicee. Dopo il solenne funerale che si tenne a Firenze il 15 dicembre 1587, il feretro fu collocato nella Sagrestia Vecchia e lì vi rimase fino al 1791 quando tutti i depositi medicei furono traslati nella cripta, per rimanere accatastati fino alla ricognizione del 1857 (ordinata da Ferdinando III, ma eseguita solo 66 anni dopo per volontà di Leopoldo II di Lorena), che precedette di poco l’inumazione che rappresenta la situazione attuale.
Nonostante Giovanna d’Austria fosse morta dieci anni prima e Francesco si fosse risposato con Bianca Cappello, Ferdinando I decise che Francesco doveva trascorrere l’eterno riposo insieme alla prima moglie, Giovanna, invece che con Bianca, di cui volutamente aveva fatto perdere le tracce. E lo stesso furono costretti a fare i Lorena: cercarono anch’essi la sepoltura di Bianca, ma invano. E soprattutto, perché?
Volevano forse riunire post mortem la coppia di amanti-coniugi che l’odio e la politica aveva separato, oppure era puro voyeurismo necrofilo.
Non lo sapremo mai.
Però trovare i resti di Bianca Cappello (per altro non interessati da alcuna operazione di riesumazione), 430 anni dopo offrirebbe agli scienziati l’opportunità di saperne di più sia sulle cause della sua morte (e forse anche quelle del marito), sia sulla certezza che quel don Antonio sepolto alle Cappelle (ma fuori dalla cripta, cioè tra i “bastardi”, i figli “naturali”), è realmente il frutto dell’amore tra Francesco e Bianca. Un’opportunità unica per scrivere (o riscrivere) tante pagine di storia della dinastia Medici.

Tags: , , , ,

Comments are closed.