Categoria: Luoghi, restauri, ricerche, scoperte

L’eredità di fango. “L’Ultima cena” di Giorgio Vasari

Ora che L’Ultima cena di Giorgio Vasari è stata finalmente collocata nel cenacolo del complesso francescano di Santa Croce, dove 50 anni fa rimase vittima dell’alluvione, ripubblico un articolo del 2006 (in occasione del 40° anniversario dell’immane tragedia), che aiuta a capire come si è giunti all’emozionante restituzione dell’opera di questi giorni. 

Anche l’alluvione di Firenze del 1966 hai suoi simboli. C’è il documentario in bianco e nero con il commento di Richard Burton; c’è la radiocronaca di Marcello Giannini, che porge il microfono alle acque impazzite dell’Arno mentre scorrono per via Cerretani; c’è soprattutto il Crocifisso di Cimabue, l’emblema dell’arte oltraggiata e, al tempo stesso, della rinascita della città. Sono rappresentazioni positive, nonostante il loro significato scaturisca da un evento terribile. Ci sono poi gli oggetti della vergogna, tenuti accuratamente nascosti sotto un velo di silenzio, oltre che di melma. È l’eredità di fango costituita da quelle centinaia di opere d’arte (ma anche libri, documenti, manoscritti, arredi sacri, manufatti in tessuto) che, quarant’anni dopo il cataclisma, attendono ancora di essere restaurate. Anche questa categoria ha un suo emblema ed è l’Ultima cena di Giorgio Vasari. (continua…)

“Visitazione” di Pontormo: il restauro e le prime sentenze

“Ogni sera, a fine giornata, dopo che le mie collaboratrici mi salutano e se ne vanno a casa, rimaniamo lei e io. Una sorta di momento nostro, intimo. Io mi siedo su uno sgabello e la guardo. A lungo. Nel silenzio della sera. Mi scopro sempre più suo ammiratore, anche se tocca a me renderla più leggibile. Non mi era mai successo di provare sensazioni del genere per un dipinto”. Con queste parole, il restauratore Daniele Rossi, racconta il suo personalissimo rapporto con La Visitazione di Pontormo, che da qualche settimana si trova nel suo studio per un intervento che la renda “presentabile” in vista della mostra di Palazzo Strozzi, che inizierà il prossimo 5 marzo.  (continua…)

Battaglia di Anghiari: Seracini ne parla in loco

La questione sembrava sopita ma, un po’  l’acquisizione da parte dello Stato della Tavola Doria – che a un certo punto pareva addirittura scomparsa – e un po’ gli scritti – pedanti, ripetitivi e vuoti d’argomentazioni nuove – di storici dell’arte immersi nella loro superficialità, ogni tanto rispolverano la disputa intorno alla Battaglia di Anghiari, il capolavoro perduto di Leonardo da Vinci, le cui tracce dovrebbero trovarsi dietro il pannello di destra della parete est del Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio a Firenze. (continua…)

La Cappella Rucellai e il Tempietto tornano visitabili

Bella quanto misteriosa. Affascinante, quanto preziosa. Riapre finalmente al pubblico la Cappella Rucellai, scrigno trecentesco che custodisce uno dei capolavori di Leon Battista Alberti: il Tempietto del Santo Sepolcro. Restaurato con il sostegno totale della Fondazione Marino Marini di Pistoia, la Cappella Rucellai con il Tempietto, grazie all’apertura di un passaggio posizionato sul lato sinistro, all’interno della navata centrale del Marino Marini di Firenze, entra a tutti gli effetti nel percorso di visita del museo stesso. (continua…)

Battaglia di Anghiari: su “Medicea” il primo articolo

Si intitola “La battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci: perduta oppure no?” il primo articolo scientifico sulla ultratrentennale ricerca della pittura murale di Leonardo da Vinci ritenuta perduta. Si tratta del contributo d’apertura del numero di giugno 2012 di Medicea. Rivista interdisciplinare di studi medicei, semestrale fondato e diretto da Marco Ferri e Clara Gambaro, in distribuzione in questi giorni e qui presentato in anteprima. (continua…)

Ricerca de “La battaglia di Anghiari”: la lacca è simile a quella dell’”Adorazione dei Magi”

Non accennano a fermarsi le rivelazioni legate alla fase di indagine endoscopica nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze, alla ricerca de La battaglia di Anghiari, la pittura murale perduta di Leonardo da Vinci. (continua…)

Battaglia di Anghiari: the day after

Dopo ogni battaglia, solitamente si contano morti e feriti rimasti sul campo. Per la ricerca de La battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci caduti e infermi sono rappresentati da idee, fedi, filosofie.  Ieri infatti, nel Salone dei Cinquecento, è scorso a fiotti il sangue delle certezze, causando letali emorragie di credibilità. (continua…)

Ricerca de “La battaglia di Anghiari”: un nuovo articolo su Nationalgeographic.it

Ieri la presentazione, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, dei primi risultati della ricerca de “La battaglia di Anghiari”, la pittura murale perduta di Leonardo da Vinci. Ecco il link al mio nuovo articolo su Nationalgeographic.it.

La “Battaglia di Anghiari” su National Geographic

E’ in edicola il numero di febbraio del magazine National Geographic Italia al quale ho contribuito anche io. (continua…)

Battaglia di Anghiari: pausa di riflessione o ricerca finita?

La ricerca de La battaglia di Anghiari - la pittura “perduta” murale di Leonardo da Vinci nel Salone dei Cinquecento - è come lo spread tra i nostrani Btp e i Bund tedeschi: tutti si sa che c’è, ma meno se ne parla e meglio è. E il motivo è presto detto: l’assoluta mancanza di risultati concreti con cui fare proclami urbi et orbi, di quelli che piacciono tanto a Matteo Renzi, il sindaco di Firenze ormai supersperto in comunicazione. (continua…)