Feste e tradizioni popolari della Toscana

« torna alla pagina precedente

Eventi, manifestazioni e ricorrenze del folclore, dalla Lunigiana alla Maremma, dalla Valle del Bisenzio a quella dell’Orcia
Prefazione di Mariella Zoppi
Newton Compton Editori, Firenze 2006, 320 pagine

Quanti sono i falò che, per tradizione, si accendono in Toscana nell’arco di un anno? E i palii rionali o delle contrade? Dove e quando si disputano? E quali sono le più radicate tradizioni delle feste patronali nei capoluoghi della nostra regione? Perché sull’Isola d’Elba, il Lunedì dell’Angelo, si fanno dolci a forma di sesso femminile mentre altrove si fanno ruzzolare forme di formaggio pecorino oppure si lanciano panforti?
A queste, e a molte altre domande, cerca di dare risposte questo testo realizzato come un vero e proprio almanacco. Una dopo l’altra sono state catalogate e schedate 330 manifestazioni che coprono l’intero arco dell’anno in tutte e dieci le province toscane. Si tratta di feste, rievocazioni, palii, sfide, giostre e perfino di sagre, un nome, quest’ultimo che oggi ha significati diversi da una volta, da quando, in Toscana appunto, era sinonimo di “solenne festa religiosa”.
Emerge così un affascinante quanto variegato panorama di eventi che, per la loro diffusione e il coinvolgimento popolare che suscitano, costituiscono una vera e propria ricchezza diffusa.
Se si escludono articoli giornalistici e servizi radiotelevisivi a livello locale, normalmente i media non dedicano a questi eventi le attenzioni che meriterebbero. Così come è straordinario scoprire quanti comuni e frazioni della regione siano interessati a questo genere di appuntamenti. Questi iniziano con le tradizioni di Capodanno, per giungere a quelle di San Silvestro, secondo l’inarrestabile ciclo temporale dove s’intrecciano diversi modi di scandire il tempo: col calendario cristiano, con il susseguirsi delle stagioni e del rapporto coi prodotti della terra, del paganesimo popolare e degli eventi storici, dove ogni gesto, parola e strumento hanno una precisa simbologia.
Si inizia infatti con gli eventi del freddo mese di gennaio (Capodanno, Epifania e Sant’Antonio), per poi passare agli appuntamenti di Carnevale, San Giuseppe e della Settimana Santa, dell’avvento della primavera, di San Giorgio, del Canto del Maggio, dei primi palii in concomitanza con la bella stagione, delle tenzoni costiere che arricchiscono i calendari estivi, delle tante rievocazioni in costumi storici, delle feste dell’uva e San Michele, dei prodotti tipici autunnali, e dell’inizio del ciclo Natale-San Silvestro-Epifania che scandisce la fine del vecchio anno e consacra l’arrivo di quello nuovo.
Di ognuno degli eventi “registrati”, vengono indicati il giorno, il luogo e lo svolgimento, le eventuali origini storiche e gli “aggiustamenti” moderni. Si scopre così una regione che ama rievocare, celebrare, mantenere vive tradizioni e consuetudini, far riferimento a leggende, e comunque misurarsi in centinaia di episodi di cui è protagonista il proverbiale campanilismo toscano.
Si tratta di un fenomeno di massa che nel tempo ha conosciuto un andamento ciclico: negli anni 60, quelli del boom economico, ebbe una grande diffusione con feste storiche, rievocazioni, palii e giostre che si affermarono un po’ dovunque. Il vento rivoluzionario del ’68, e le sue conseguenze, spazzarono via una parte considerevole di questo genere di iniziative che, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, ebbero un nuovo sviluppo.
Adesso è in atto una nuova fase di contrazione e in Toscana, rispetto a una decina di anni fa, si è perduto almeno il dieci per cento di manifestazioni. Tra queste vale la pena ricordare il torneo della “palla grossa” a Prato, varie tradizioni dell’area amiatina, la “Festa di Sant’Anastasia” di Piombino, il “Palio della botte” di Pontassieve, l’appassionante “Valdelsa River Trophy” che si svolgeva tra Poggibonsi e Castelfiorentino, la rievocazione cinquecentesca della fondazione di “Cosmopoli”, l’attuale Portoferraio, all’Isola d’Elba, la “Sagra della finocchiona” di Bivigliano, che celebrava la nascita del più originale insaccato dell’area fiorentina, amato perfino dall’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi.
Nonostante le feste “perse per strada”, quel che ho ricavato dalla mia paziente ricerca è l’esistenza di un patrimonio culturale a perenne rischio di estinzione, che vive per lo più grazie all’azione volontaria di qualche migliaio di appassionati decisi a mantenere vive tradizioni, usi e costumi tipici della propria zona. Sono manifestazioni che “esistono” e, in qualche caso, nonostante le crescenti difficoltà, che “resistono”, con l’obiettivo di fornire l’opportunità di “vivere” per strada momenti di storia locale che difficilmente trova dignità di insegnamento a scuola.
Per superare l’attuale e rischiosa fase occorrerebbe, prima di tutto, una diversa sensibilità da parte delle istituzioni, con interventi decisi a favore degli organizzatori; c’è poi la necessità di dare maggiore visibilità alle iniziative, superando i meri localismi e incoraggiando la veicolazione delle informazioni.
Anche a questa esigenza vuol rispondere questo volume, che “fotografa” la situazione in un momento, ben cosciente che il contesto è in rapida evoluzione e che ogni anno scompare e nasce qualche manifestazione.
Per facilitare la consultazione, nel libro palii, giostre, disfide e tradizioni sono ordinati cronologicamente secondo la collocazione nel calendario e, in appendice, il lettore le trova riassunte in una tavola sinottica di facile consultazione. Sono state altresì inserite nel testo le schede dei principali santi che sono ricordati annualmente da una miriade di iniziative.

Sommario

Gennaio- dicembre
Gennaio
Sant’Antonio Abate
Gennaio-marzo
Febbraio
Febbraio-marzo
Marzo
San Giuseppe
Marzo-aprile
Aprile
San Giorgio
Santa Zita
Maggio
Sant’Ubaldo
San Bernardino da Siena
Maggio-giugno
Maggio-settembre
Giugno
San Ranieri
San Giovanni
Luglio
Santa Maria Maddalena
San Giacomo apostolo
Sant’Anna
Luglio-agosto
Agosto
San Lorenzo
San Rocco
San Bartolomeo
Agosto-settembre
Settembre
San Michele
Ottobre
San Luca
Novembre
San Martino
Santa Caterina d’Alessandria
Dicembre
Santa Lucia