
Stavolta sarò breve.
Ho visto giocare Hamrin, De Sisti, Antognoni, Bertoni, Socrates, Passarella, Batistuta, Baggio, Salah. Ho conosciuto Albertosi (giocavo a pallone al Quercione con il giglio della sia maglia da allenamento che mi aveva regalato) e ho suonato il tamburo (con i Bandierai degli Uffizi) e stretto la mano a Manuel Rui Costa la sera del 13 giugno 2001, quando vincemmo l’ultima Coppa Italia.
Stavolta sarò breve.
Ho vissuto il secondo scudetto, ho applaudito la Fiorentina ye-ye, ma la sera della partita di ritorno della Coppa dei Campioni 1969/70 a Firenze, contro il Celtic di Glasgow, ero lì, alla fine disperato come una quarantina di migliaia di altri tifosi, perché gli Scozzesi ci aveva sbattuti fuori dalla competizione.
Stavolta sarò breve.
Ed ero a suonare ancora il tamburo con gli sbandieratori, stavolta a Greve in Chianti, quando il 16 maggio 1982 un arbitraggio discutibile ci negò la gioia del terzo scudetto.
Stavolta sarò breve.
Chi ha poco più o poco meno di 70 anni e tifa viola, può aver vissuto momenti esaltanti per uno, se non addirittura per due, scudetti della Fiorentina. Poi più niente. O meglio: solo gioie effimere e tante speranze, collezionando una serie impressionante di.. coiti interrotti.
Stavolta sarò breve.
Due generazioni senza scudetti e un anniversario tondo tondo – sabato 29 agosto – che incombe.
Stavolta sarò breve.
Si parla solo dei giocatori (troppo dei loro soldi e troppo poco dei loro immondi capricci), ma non della città e del tifo viola nel suo insieme. Non di quelle due generazioni.
Stavolta sarò breve.
Comunque buon compleanno Fiorentina!
