Molti muoiono a Firenze non avendo potuto nascerci – E. Flaiano

Difference-Between-Blood-and-Plasma-Donation
I cerini del giovedì. Ecco il volontariato che fa bene alla mente e soprattutto al corpo

Raccogliere immondizia sulle spiagge? Ok.

Ripulire i boschi dalle plastiche e da ogni tipo di schifezza? Benissimo.

Perfino aiutare le vecchiette ad attraversare la strada è encomiabile, tiene basse le percentuali dei pedoni investiti e fa risparmiare ai colleghi cronisti di chiedere i valori dell’alcol test per poterli pubblicare.

Tutto bello, ma non basta. Assolutamente no.

Battere palmo a palmo arenili e pinete non vi permetterà di tenere sotto costante controllo per decenni sia la vostra pressione sanguigna, sia i valori di colesterolo . E non salverà vite. E non vi farà sorridere quando in soli 20 minuti avrete fatto una delle azioni di volontariato più semplici e importanti: la donazione di sangue.

Purtroppo devo citarmi: iniziai a 18 anni, ho smesso a 63 (e non per volontà mia). Non le ho mai contate le mie donazioni di sangue, ma non sono state meno di 150. Ciò significa che nella mia vita ho donato (è un dato sicuramente non preciso per difetto) circa 68 litri di sangue. Ma avrei dovuto pagare io tutti quei medici e infermieri che in tutti questi anni si son presi cura di me perché…facevo comodo. Non certo a loro, ma a chi soffre. A chi serve una trasfusione e non vuol sentirsi dire “..il sangue scarseggia, mi dispiace.. manca proprio quello del suo gruppo sanguigno..” e via discorrendo. Non è possibile.

Ecco, tutte le volte che lasciavo il Centro trasfusionale di Careggi dopo una donazione, mi sentivo bene, soprattutto mentalmente. Certo di aver fatto la cosa giusta. Perché se tutte le persone sane, tra i 18 e i 60 anni, donassero almeno una volta l’anno il sangue, ce ne sarebbe da buttar via. E invece ogni estate ripartono gli appelli: “Donate sangue prima di partire per le vacanze, non fate i furbi”. E non è un semplice invito a una buona azione di volontariato. No, è un consiglio da amico. Perché prima di ogni donazione il medico vi visita (cuore, polmoni, pressione etc…) per capire se siete idonei. Riflettete: quanto tempo e rottura di palle vi ci vuole per prendere l’appuntamento col vostro medico di famiglia per lo stesso controllino? Molto di più, state sicuri. E se qualcosa non è a posto, lo saprete subito, in diretta. E un problema preso in tempo, si sa, è un problema risolto.

E poi il “dopo”. Chi dona il sangue una volta l’anno ha l’esame dei valori principali assicurato. Se c’è qualcosa che non va, lo si vede subito e non si aspetta di accorgersene fisicamente: insomma, la donazione aiuta anche in tal senso.

Queste sono brevi note, quasi uno scontato pro-memoria, oltre che un invito a fare volontariato. Dopo la donazione di sangue non sarete più gli stessi, credetemi, perché vi sentirete coscienti di aver fatto davvero del bene. Senza troppo clamore e senza i riflettori.

E quando, prima di uscire dalla sala delle donazioni, l’infermiera vi incerotterà il braccio per proteggere per qualche ora il minuscolo buchino nella pelle, da cui è fuoriuscito quasi mezzo litro di sangue che salverà vite, vi porgerà un semplice “Grazie!” con un sorriso.. ecco, quel momento non ha prezzo (ve lo dice uno che da cinque anni quel “grazie” non lo riceve più).

Ditelo, raccontatelo, siate convincenti. Il sangue è vita, non morte. E se convincerete qualcuno a seguirvi, vi passeranno tutti i giramenti se li avete.

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