Molti muoiono a Firenze non avendo potuto nascerci – E. Flaiano

Lago rid
Le isole verdi "viaggianti" del Lago di Puccini

Quell’estate – era il 2002 – fu particolarmente piovosa. Il sole si fece desiderare, ma allo stesso tempo accaddero cose insolite. Come quando ammirai dal vivo un fenomeno naturale che talvolta capita sulla superficie del Lago di Massaciuccoli, lo specchio d’acqua caro a Giacomo Puccini. Si tratta del cosiddetto “aggallato”, ovvero isole vegetali che ospitano anche alberi di cinque metri che fanno da vele e che, grazie alla rotazione dei venti, permettono la navigazione di questi isolotti da una parte all’altra del lago offrendo uno spettacolo insolito agli sbalorditi presenti.

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24.08.2002 – C’è un bosco che naviga nel lago di Massaciuccoli spinto dal forte vento

Una “zattera” verde di circa 2500 metri quadrati che si stacca dalla zona antistante Villa Orlando, che naviga fino a Massaciuccoli e che, nella mattinata di ieri, si adagia sui bassi fondali del lago a pochi metri dalla passerella del Teatro Puccini di Torre del Lago. Non è l’ultima trovata del Festival Pucciniano per le ultime repliche degli spettacoli in cartellone, ma uno strano, stupefacente fenomeno di “endemismo”, cioè che si verifica solo sul Lago di Massaciuccoli, specchio d’acqua dalle mille sorprese.

Quel che è successo intorno alle 11 sulle rive del lago caro a Puccini è un evento più da “sogno o son desto” che da evento naturale perché non capita davvero di veder navigare sul lago praticamente un bosco. Perché di questo si tratta.

L’“aggallato” – o “pollino” come lo chiamano da queste parti – è praticamente un isolotto che si forma sul fondale melmoso del lago grazie al coacervo di arbusti e radici di innumerevoli tipi di piante. Su questa sorta di iceberg verde, infatti erano talmente riconoscibili cannette tipiche della vegetazione lacustre del Massaciuccoli, rovi, alcuni rarissimi tipi di felci ma anche numerosi ontani neri, alberi alti fino a cinque metri d’altezza che, non avendo radici profonde, non riescono ad ancorare questo manto vegetale alla terraferma. Per cui agli ignari spettatori di questo fenomeno, ieri mattina si è parato davanti uno spettacolo insolito, con l’entrata del porticciolo turistico parzialmente ostruita dall’atollo viaggiante della lunghezza di circa cento metri e largo almeno settanta e con il paesaggio stravolto: dal bordo del lago non si vedeva più la scura distesa d’acqua fino alla sponda di Massaciuccoli, bensì un piccolo ma impenetrabile bosco che.. ieri non c’era.

Fenomeni del genere non sono eccezionali: basta che il livello dello specchio d’acqua si alzi di una sessantina di centimetri come in questo periodo e la “zattera” viene “liberata” dai suoi ancoraggi melmosi diventando un navigante in balia dei venti. Straordinaria semmai è la consistenza del bosco che è cresciuto sopra la piattaforma vegetale, tranquillamente in grado di sostenere anche dei pesi notevoli. Perché il responsabile dei suoi pellegrinaggi lungo le sponde del Massaciuccoli sono le masse d’aria che si spostano e che utilizzano le fronde dei suoi alberi come delle vele. Infatti un forte vento di grecale tempo fa aveva spinto l’“aggallato” contro i fondali di Villa Orlando; il maestrale l’aveva riportato una decina di giorni fa verso Massaciuccoli mentre un nuovo vento da est ieri l’ha adagiato lungo la passerella del Pucciniano e davanti al porticciolo. Subito accorse le guardie del Parco Regionale di San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli (seguite dal Comandante della stazione torrelaghese dei Carabinieri) hanno verificato l’assoluta mancanza di pericolo imminente per l’incolumità di cose e persone, anche se certo nessuno sta tranquillo da queste parti: soprattutto i naviganti devono stare ben attenti a non finire con le proprie eliche nelle scie di questi pericolosi atolli viaggianti. E mentre il pericolo pareva scongiurato, la manica a vento del porticciolo intorno alle 15 indicava un cambiamento del vento che, ponendosi a scirocco a fatto ruotare l’“aggallato” appoggiandolo sul retro del teatro all’aperto, su un basso fondale. La sua rimozione pare inevitabile, ma ancora non si sa se saranno dei privati o la Provincia di Lucca a doversene occupare (come indicato dalle guardie del parco). Una fatto è certo: se il livello del lago dovesse abbassarsi e la zattera posarsi pesantemente sul fondale melmoso, il suo spostamento diventerebbe estremamente più difficile e, certamente, costoso.

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24.08.2002 – Un tempo i cacciatori ci facevano i capanni

A occhio e croce sarà…un quarto di ettaro. Sì, 2500 metri quadrati, metro più metro meno. E pescherà circa un metro e venti. Non di meno. Se no si sarebbe avvicinato di più”.

Settantasei anni, di cui una buona parte trascorsi a lavorare sul lago, Gennaro Menconi è, insieme al figlio Silvio , il gestore della “Eco Idea”, l’impresa di navigazione turistica che organizza quotidiane escursioni naturalistiche nel lago e nella palude del Massaciuccoli. Gennaro ha la faccia scavata di chi ha trascorso tanto tempo al sole e al vento e di chi, al lago, può dare del “tu”, tanto ne conosce misteri e segreti. E tra questi c’è senza dubbio quello del fenomeno naturale che va sotto il nome di “aggallato”. “Sono tipo isolotti vaganti – prosegue Menconi – che sono sempre esistiti da queste parti e che vanno dove il vento li spinge finché il lago permette loro di navigare o fino a quando incontrano un fondale così basso da fermarsi. Anche per anni. Stamattina mio figlio, quando se l’è visto arrivare davanti spinto dal vento, ha tentato di spingerlo con la motonave quel tanto che bastava per non ostruire l’attracco delle barche, ma più di tanto non è stato possibile. A luglio – ricorda Menconi – l’“aggallato” era davanti all’imbocco della Bufalina, il canale che porta al mare. Poi le piogge di luglio hanno rialzato il livello del lago, staccandolo dal suo ancoraggio. Adesso è libero e il vento lo spinge”. Poi Menconi si affida ai ricordi: “Una volta i cacciatori le sfruttavano queste zattere naturali: le fermavano con dei lunghi pali conficcati nel fondo del lago e sopra ci costruivano i capanni per la caccia. Adesso non si può più fare. Oggi per rimuoverli si va incontro a dei costi alti perché far intervenire per uno o due giorni dei rimorchiatori costa anche decine di milioni. E chi ce l’ha una cifra simile da destinare a questo lavoro che altri dovrebbero fare?”. La paura è, chiaramente, che nottetempo il vento spinga di nuovo l’atollo verde verso i vari imbarcaderi di cui è costellato il lago.

Interviene anche il gestore del porticciolo turistico del Club Velico Artiglio di Torre del Lago il quale non nasconde la sua preoccupazione di vedersi impediti l’uscita e il rientro delle imbarcazioni della sua scuola: “L’anno scorso un altro ‘cestone’ grande come due campi di calcio si fermò qui davanti. L’ho anche fotografato. Meglio sarebbe se venissero trainati e fissati dall’altra parte del lago, nella zona dell’Oasi Lipu di Massaciuccoli, perché a loro interessano certe cose. Su queste zattere infatti nidificano garzette e aironi e ci sono piante rarissime”.

Dice la sua anche Silvia Costa, proprietaria della stupenda Villa Orlando che dà sul lago anche col bellissimo parco annesso: “La settimana scorsa – dice la donna – era danti a casa mia. Ma ci pensa: la mattina apro le finestre e invece che vedermi il lago mi trovo davanti.. un bosco. Poi il vento l’ha spostato, ma il problema non è assolutamente risolto. Perché la loro navigazione stravolge sia le attività che il paesaggio. La mia famiglia è qui da oltre cento anni e io solo da sette, ma posso garantire che un fenomeno del genere si ripete puntualmente ogni inverno”. Il sole si nasconde dietro le nubi, qualche tuono in lontananza ci ricorda la bizzarria di questa strana estate, e sulla terrazzina del porticciolo turistico di Torre del Lago va in su e in giù col telefonino all’orecchio anche Alberto Veronesi, il direttore artistico del Festival Pucciniano. Finita la telefonata resta come impietrito di fronte a questa inattesa presenza: “Sono incredulo e provo stupore ma anche ammirazione” dice il musicista. Poi intorno alle 14,15 il vento cambia e, come per incanto l’“aggallato” si stacca dalla sua collocazione e ruota verso ponente. “Guarda che roba – dice Veronesi – si muove a vista d’occhio, pare che abbia un motore sotto che lo spinge. Sta andando.. arrivederci” aggiunge sorridendo, e chiude: “potremo sfruttare il fenomeno a fini spettacolari: rimorchiare l’isolotto con lo spettacolo sopra. Sai che effetto scenografico!”.

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