
Da qualche giorno ha preso il via il primo grande restauro conservativo mai realizzato sul Ponte Vecchio. Nonostante i rifacimenti e i consolidamenti effettuati nel corso dei secoli, infatti, il famoso simbolo di Firenze non è mai stato interessato da un’operazione sistematica di pulitura e valorizzazione estetica. Almeno fino ad ora.
Saranno quattro mesi di interventi serrati per prepararlo al suo 700° compleanno che cadrà nel 2045. Ma nel frattempo sarebbe interessante conoscerne la Storia e “le storie” che in tutto questo tempo ne hanno scandita l’esistenza.
Nel 2017 scrissi un libro a tal proposito – dal titolo Storie e leggende del Ponte Vecchio – in cui mi divertii a raccontare anche alcune vicende non proprio consuete della sua storia, compresa una serie di leggende che a fine XIX secolo l’hanno riguardato. Per chi fosse interessato lo può acquistare qui.
Di seguito ripubblico la prefazione del libro, che fu presentato il 12 gennaio 2018, proprio sotto le volte di Vasari che sul Ponte Vecchio sorreggono il Corridoio Vasariano, alla presenza dell’allora Sindaco di Firenze, Dario Nardella.
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È lì da quasi sette secoli. Immobile e robusto, austero e affascinante, iconico e essenziale. Il Ponte Vecchio è uno dei monumenti simbolo non solo di Firenze, ma dell’Italia intera. Sopra di esso, o nelle immediate vicinanze, è accaduto di tutto, una serie impressionante di avvenimenti che talvolta hanno cambiato il corso della storia. Questo libro è un tentativo di inventariare i principali fatti che sono avvenuti sul Ponte Vecchio – quasi si trattasse di un palcoscenico in cui, secolo dopo secolo, andavano in scena storie a soggetto – o che dal Ponte Vecchio si sono potuti ammirare, perché dalla metà del XIV secolo offre ai viandanti un privilegiato punto di osservazione. Un’histoire événementielle costituita da contese epocali, da soluzioni architettoniche che hanno regalato notorietà mondiale a Firenze, da eventi sacri e profani che l’hanno solcato, da spettacoli pirotecnici (ma anche da fasci di luci elettriche e poi al laser) che l’hanno illuminato, da regnanti e dittatori che l’hanno ammirato, dal traffico veicolare che prima l’ha intasato e dal quale poi è stato liberato, da eventi sportivi che ne hanno cadenzato gli ultimi decenni, da storie e leggende che ne hanno aumentato a dismisura la fama. Tutti eventi che hanno un comune punto di partenza, di origine, di sorgente: la originale architettura che prevede delle costruzioni su gran parte del ponte, ma non al centro, un luogo che permette di vedere, ammirare, sognare lo spettacolo della natura e dell’uomo. Anche questo è il Ponte Vecchio.
Così bello, originale e rassicurante che se lo immortali e poi capovolgi la fotografia, invece di sembrare un errore, la sua immagine riflessa nell’acqua in una giornata senza vento, pare una pittura a olio.
