
L’opera omnia di Mario Luzi si arricchisce di un’altra poesia. Si intitola Les premiers renouements ed è custodita nell’abitazione di una signora francese, che una ventina di anni fa decise di trasferirsi in provincia di Siena. La composizione del poeta ed ex-senatore a vita fiorentino – scomparso nel 2005 a 91 anni di età – è scritta di suo pugno in francese, con penna stilografica su due fogli staccati, ed è finita quasi per caso nella casa di Odile Bonnefoi, elegante ex-interprete di Marsiglia che l’ha mantenuta gelosamente per 15 anni in un cassetto e solo adesso si è decisa a rivelarne l’esistenza agli studiosi e agli appassionati. Tra l’altro il senso della poesia, in tutto una cinquantina di parole, è un invito ad aprirsi al mondo in maniera fiduciosa, senza contare che si conclude con la parola tourment (tormento) al quale, lascia intendere Luzi, non va sottomessa la propria intelligenza. Questo il testo:
Ambade – Les premiers renouements
Voici, dans les enclos/parmi les brebis,/les troupeaux,/l’eau a sa voix/nocturne,/mais elle change/son accent/dans les ruisseaux, dans les sources/ voici,/quelque lueur aux vitres,/quelques icônes qui émergent/dans l’obscurité des chambres. Est – ce un don ou une fatalité/le recommencement?/Accueille – le, ne soumets pas ton/étonnement à ce tourment.
Pour Odile par Mario Luzi, 25-8-98
Come si legge chiaramente in calce, la poesia fu scritta il 25 agosto 1998 ed è, oltre che autografata da Luzi, “dedicata” a Odile. Come racconta la stessa donna, “la dedica fu una sorta di ringraziamento perché lo avevo aiutato nella corretta scrittura del testo in francese. In effetti nella prima pagina si notano alcune correzioni vergate dallo stesso Luzi dopo essersi consultato con la Bonnefoi che gli suggerì parole francesi più adatte alle sue espressioni.
Tutto era nato da un progetto del complesso museale senese del Santa Maria della Scala per organizzare un programma di appuntamenti estivi nella provincia. Tra le proposte finanziate ci fu anche la realizzazione di un docufilm da parte di un regista francese, Michel Zumf, il quale per caso scoprì che Mario Luzi stava trascorrendo un periodo di vacanza a Montepulciano, sempre nel senese. Il regista conobbe il poeta, gli chiese di partecipare al film e Luzi si rese disponibile. Per questa trasferta in terra di Siena – le riprese si svolsero a Montisi, minuscola frazione di San Giovanni d’Asso, nel cuore delle crete – Zumf aveva ingaggiato proprio Odile Bonnefoi come interprete e fu per questo che il suo ruolo, nelle scene di Luzi, divenne fondamentale: “Ricordo che il poeta – ha detto la signora – compose lì per lì la poesia e domandò il mio intervento per scriverla correttamente. Conoscevo Luzi di fama e mi sentii lusingata da questa sua richiesta”. Nel film – che tra l’altro non ha mai visto la luce, ma di cui esiste comunque lo scarno “girato” in presa diretta – si vede Luzi in controluce che recita la poesia in italiano, mentre si sente la voce di Odile Bonnefoi che la ripete in francese. “Fu solo alla fine delle riprese – ha aggiunto la donna – che mi feci coraggio e gli chiesi, non senza una punta di timore, di dedicarmi la poesia. Lui mi sorrise e scrisse ‘Pour Odile par Mario Luzi’. A ripensarci, provo ancora emozione per quel momento”.
